Rondone
Rondone
Memorie di un amore

Imparare a vivere

Le poesie di Liliana Salerno

Il Rondone, Impavido,
che perse il suo Volo,
oh ridente Antonella!,
giace immoto
nel palmo della tua mano
accogliente,
prima esausto, poi morto;
e non tenta,
come il noto Albatros,
del novello poeta,
la Tolda
di una nave.
Gli insegnasti
A vivere,
per poco,
nella sua cartacea
catina,
in attesa di riconquistare i Cieli.
Spartano non fu mai,
né Pettirosso Sparviero.
Attese solo, silente,
che fosse spento il suo viaggio,
e ci parlò ,anch'esso,
di Frida Kalho
e della sua, diversa agonia.
Perché dovette morire
senza adeguata sepoltura?
Cosa vuoi che distingua
un sasso, che conservi
intatto, ancora,
il suo incognito
Nome?
Vero è ben,
Menestrello Antonella,
che il Moto perpetuo,
del violinista di Dio,
non sarebbe sufficiente
a narrare
il perché di una vita,
che tace il Verbo,
ed esala,
commosso dal suono,
il suo ultimo, coraggioso
respiro.
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