Di Pinto Panifici Bisceglie. <span>Foto Sara Angiolino</span>
Di Pinto Panifici Bisceglie. Foto Sara Angiolino
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La Puglia è tornata a far canestro

Brindisi ai vertici della Serie A, le quattro squadre di B della regione tutte ai playoff

È un fatto rilevante e come tale diviene indispensabile interpretarlo. Le quattro formazioni pugliesi incluse nel girone C del campionato di Serie B di pallacanestro hanno ottenuto - tutte - l'accesso ai playoff promozione. È un risultato incoraggiante, senza alcun dubbio, cartina tornasole della reazione del movimento cestistico regionale a una fase interlocutoria, se non addirittura negativa.

L'attuale quarto posto di Brindisi nella massima serie, la vitalità (e i pienoni fatti registrare in diversi impianti) dei tornei di C Gold e C Silver, gli esauriti finanche in qualche occasione nelle strutture che ospitano le gare di Serie D inducono all'ottimismo. C'è un clima di ritrovata fiducia intorno al sistema basket di questa Puglia, precipitata dal castello di carta costruito dalla fine degli anni '90 e per gran parte del decennio successivo per comprendere la lezione e prepararsi, questa volta con cura e intelligenza, a risalire la china senza compiere passi più lunghi della gamba.

Non ho mai pensato che fosse finita ma che le cose avessero preso una piega complicata sì. L'uscita di scena di Enel, storico partner di Brindisi, non è stato certo un segnale incoraggiante ma il club di Nando Marino è andato oltre, con l'ostinazione tipica dei nostri progenitori cestistici, riuscendo a farci sentire per l'ennesima volta orgogliosamente pugliesi con la conquista della finale di Coppa Italia.

Sabato sera si è conclusa la stagione regolare di B. Quattro degli otto slot a disposizione per l'accesso ai playoff nel raggruppamento C sono stati occupati da squadre pugliesi: se magari il primo posto in classifica della Cestistica San Severo non ha sorpreso gli addetti ai lavori (record 27-1, unico stop in trasferta a Senigallia), discorso differente meritano le annate condotte da Di Pinto Panifici Bisceglie, Corato e Nardò, che hanno centrato rispettivamente il quinto, il settimo e l'ottavo posto.

I Lions Bisceglie sono stati protagonisti di un campionato eccellente (18 vittorie, 10 sconfitte): sarebbe stato sufficiente espugnare Pescara per conquistare il terzo posto e sono diverse le occasioni in cui i nerazzurri avrebbero potuto fare ancora meglio. L'identità fornita da Gigi Marinelli al gruppo costruito insieme al direttore sportivo Sergio Di Nardo è forse il dato più eclatante del lavoro compiuto dallo staff tecnico e dai giocatori di Bisceglie, che cercheranno di regalare altre soddisfazioni al loro pubblico - che piano piano comincia a riappassionarsi al basket nella città pugliese in cui è più difficile farlo, considerato lo sterminato ventaglio di alternative. La serie dei quarti con Matera è tutt'altro che agevole, e non solo in ragione del fatto che l'eventuale e decisivo terzo incontro si terrebbe al PalaSassi ma Gianni Cantagalli e compagni hanno già saputo sorprendere più volte i loro sostenitori.

Ha un sapore dolcissimo il ritorno di Corato nel panorama nazionale. Fare i playoff da matricola non è mai semplice e la società neroverde ha dovuto fare i conti con le problematiche connesse all'indisponibilità del suo campo, il PalaLosito, giocando diverse gare interne a Ruvo. Che non è la stessa cosa per motivi evidenti. Il faccia a faccia con Palestrina è tutto in salita ma provarci non costa nulla. Corato è in B per restarci, evitando gli errori commessi in passato, che costarono la ripida discesa nelle categorie inferiori.

Strappato al fotofinish il pass playoff, Nardò dovrà scalare una montagna: l'ottavo posto ottenuto all'ultimo turno, a discapito di Giulianova, ha riservato nientemeno che Caserta, prima classifica del girone D, nell'accoppiamento del primo turno. Gianluca Quarta ha rimesso in sesto una stagione che, a essere sinceri, sarebbe potuta e dovuta andare diversamente; per gli investimenti compiuti dal club salentino, per i nomi che formano il roster granata e per le legittime aspettative della piazza. È vero anche che, a un certo punto, lo sconforto ha rischiato di prendere il sopravvento ma la tenacia e il talento hanno prevalso e il team neretino si è preso il suo meritato posto al sole.

Tutti chiedono a Giorgio Salvemini di condurre San Severo in A2. L'obiettivo è fissato, arcinoto: lo si può raggiungere a patto che resti un obiettivo e non diventi un'ossessione. La discriminante è tutta mentale. L'interrogativo riguardo il percorso dei neri nei playoff è uno solo: i cinque giocatori over 30 (Stanic, Ruggiero, Rezzano, Scarponi, Antonelli) reggeranno sotto il profilo fisico allo stress di tante partite ravvicinate? I quarti con l'Hsc Roma costituiscono - con tutto il rispetto per gli avversari - la classica pratica da sbrigare in due partite ma già in semifinale toccherà fare battaglia con una tra Matera e Bisceglie, con la consapevolezza che sia in un caso che nell'altro occorrerà scacciare fantasmi che non hanno nulla da perdere (si chiamino Enzo Cena o effetto PalaDolmen). Dovesse passare il turno, San Severo si ritroverebbe dietro il tifo di un'intera regione, desiderosa di una squadra in A2.

Domenica 28 aprile cominceranno anche le semifinali di C Gold: Lecce-Ruvo e Monopoli-Ostuni. Una di queste quattro piazze risalirà in B (ci sono già state, a vario titolo e in diverse epoche). E andrà in scena la finalissima di C Silver tra Manfredonia e Pallacanestro Molfetta. Cerignola e Fortitudo Trani (domenica la quarta stracittadina della stagione con la Juve Trani in un PalaAssi che sarà di nuovo gremito) scalpitano per salire dalla Serie D.

Il basket in questa regione sta finalmente recuperando campanili storici e tradizioni consolidate. La Puglia è tornata a fare canestro.
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