Movida
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Buongiorno

Dalla parte della movida

Il blog di Vito Troilo

Lo premetto: questo articolo potrebbe non piacere a qualcuno. Me ne farò una ragione.
Ho voluto attendere prima di esprimermi sulla questione, convinto della necessità di trarre degli spunti dalla realtà.

Sarò molto chiaro: disapprovo fortemente e mi dà fastidio il clima di diffusa e ingiusta criminalizzazione che si è creato intorno alla movida e al divertimento.

Ho letto con particolare attenzione, in questi giorni, editoriali, fondi e pezzi apparsi sui principali quotidiani nazionali. Mi chiedo davvero se questi colleghi siano mai stati adolescenti e giovani. Mi chiedo se davvero qualcuno sia convinto del fatto che il modo migliore per scongiurare il rischio di assembramenti risieda nella demonizzazione e nella minaccia costante di chiusura delle attività di ristorazione e di somministrazione al pubblico. L'idea di ritenere i proprietari degli esercizi responsabili persino di ciò che accade negli spazi pubblici esterni fuori dalla loro competenza è assurda, ingiusta.

La logica e la fisica avrebbero dovuto indurre, al contrario, chi decide a prendere in considerazione un dato di fatto: l'affidamento del maggior spazio pubblico possibile ai ristoranti e ai locali è un potentissimo deterrente contro gli assembramenti. Un tavolino con clienti seduti e correttamente distanziati scongiura il pericolo dell'occupazione di quelle stesse metrature da parte di persone in piedi, ferme e non controllabili.

Le mie conoscenze saranno senza dubbio limitate, non ambisco a far parte delle svariate migliaia di task force istituite in queste settimane, ma non intravedo altre soluzioni più efficaci a meno che le autorità, a tutti i livelli, non credano di poter costringere gli italiani - e in particolare i più giovani - a non uscire di casa per l'intera estate.

Continuare a bersagliare i gestori dei locali e colpevolizzare il divertimento non renderà questo Paese migliore e sono certo non avrà alcun effetto concreto sul numero di contagi che saranno registrati nelle prossime settimane. Dovremmo invece mostrare rispetto nei confronti di questi imprenditori e professionisti colpiti dagli effetti economici devastanti dell'emergenza epidemiologica, sostenerli con campagne promozionali e rassicurare gli utenti sulla possibilità di tornare a fruire di quei luoghi, con tutte le prudenze del caso e osservando scrupolosamente le misure di sicurezza.

Quanto al rapporto coi giovani, dovremmo ricordarci di avere avuto tutti 15 anni e provare a calarci nei loro panni, cercando di comprenderne gli stati d'animo, le ansie, le necessità. In fondo, credo valga ancora quell'aforisma che mi è sempre stato a cuore: "I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome".
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