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Il Ponte dell'Almà
Capitolo quarantunesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 5 luglio 2026
…Ha perso del tutto il suo sorriso affabile. Gli occhi sono scuri con uno sguardo penetrante ed indagatore. Non sembra più il mio amico di sempre, ma un potenziale nemico da cui devo difendermi. La sua tosse stizzosa e nervosa incalza minuto dopo minuto ed il silenzio si fa pesante.
Chiude la porta e si accomoda sulla sua sedia. Io mi accomodo sulla sedia di fronte a lui, mentre ci separa la scrivania.
Poi mette le mani sulla tastiera del computer e mi sembra che faccia finta di scrivere. Non scrive niente, il pc è spento, il riflesso dello schermo buio lo vedo sullo specchio dietro di lui.
«Che mi racconti Lino, hai bisogno di me?»
«Ho bisogno che tu mi dica ciò che conosci della brutta storia della signora Franca, la moglie del nostro comune compagno di classe. Ricordi… sei mesi fa mi hai consigliato di farla finita con le domande che, su richiesta di Ottavio, io ho provato a fare in giro, ma che non mi hanno chiarito nessun dubbio. Ora è il tuo turno: sei in grado di darmi una pista e soprattutto perché allora mi hai consigliato di starne fuori?»
Ho l'impressione che gli tremino le mani. La fronte si imperla di sudore e la tosse che non lo lascia mai diventa più insistente e stizzosa.
Non apre bocca. Lo guardo intensamente facendo appello alla nostra vecchia e sincera amicizia, ma rimane in silenzio.
Poi… «Lino, Lino ti avevo chiesto e pregato di rimanerne fuori. Ho sperato che tu mi ascoltassi ed invece eccoti qui dopo sei mesi con questa brutta storia. Devi sapere che i Carabinieri hanno fatto allora una breve indagine e non hanno trovato niente, niente che potesse giustificare il gesto estremo di Franca. Hanno interrogato in più di un'occasione il marito, poi hanno interrogato Elena, la sorella, da sola. E poi per tre volte li hanno interrogati insieme, per scoprire se nascondessero qualcosa o peggio se fossero loro due i responsabili del delitto. Non sarebbe stata la prima volta che un marito ed una cognata perdono la testa e decidono di sbarazzarsi dell'intruso moglie-sorella. Non è emerso niente!»
«E allora perché mi hai minacciato di non fare domande in giro, cosa temi che io possa scoprire, qualcosa che mi possa nuocere?»
«Io credo che tu sappia qualcosa, qualcosa che ti coinvolga e di cui non puoi parlare perché hai timore di…»
«Lino smettila di parlare così! Io non so niente, niente.»
«E se non sai niente come mai sai che Ottavio ed Elena sono stati prima singolarmente interrogati dai Carabinieri più di una volta e che non è emerso niente a loro carico?»
«Tu come sei venuto a conoscenza di questi interrogatori e del loro esito?»
Lo squillo salvifico del cellulare blocca l'impeto delle mie parole.
«Devo rispondere, mi dice… ora vai… vai… ne riparliamo in un altro momento… vai per favore»
Apro la porta e vado via.
Chiude la porta e si accomoda sulla sua sedia. Io mi accomodo sulla sedia di fronte a lui, mentre ci separa la scrivania.
Poi mette le mani sulla tastiera del computer e mi sembra che faccia finta di scrivere. Non scrive niente, il pc è spento, il riflesso dello schermo buio lo vedo sullo specchio dietro di lui.
«Che mi racconti Lino, hai bisogno di me?»
«Ho bisogno che tu mi dica ciò che conosci della brutta storia della signora Franca, la moglie del nostro comune compagno di classe. Ricordi… sei mesi fa mi hai consigliato di farla finita con le domande che, su richiesta di Ottavio, io ho provato a fare in giro, ma che non mi hanno chiarito nessun dubbio. Ora è il tuo turno: sei in grado di darmi una pista e soprattutto perché allora mi hai consigliato di starne fuori?»
Ho l'impressione che gli tremino le mani. La fronte si imperla di sudore e la tosse che non lo lascia mai diventa più insistente e stizzosa.
Non apre bocca. Lo guardo intensamente facendo appello alla nostra vecchia e sincera amicizia, ma rimane in silenzio.
Poi… «Lino, Lino ti avevo chiesto e pregato di rimanerne fuori. Ho sperato che tu mi ascoltassi ed invece eccoti qui dopo sei mesi con questa brutta storia. Devi sapere che i Carabinieri hanno fatto allora una breve indagine e non hanno trovato niente, niente che potesse giustificare il gesto estremo di Franca. Hanno interrogato in più di un'occasione il marito, poi hanno interrogato Elena, la sorella, da sola. E poi per tre volte li hanno interrogati insieme, per scoprire se nascondessero qualcosa o peggio se fossero loro due i responsabili del delitto. Non sarebbe stata la prima volta che un marito ed una cognata perdono la testa e decidono di sbarazzarsi dell'intruso moglie-sorella. Non è emerso niente!»
«E allora perché mi hai minacciato di non fare domande in giro, cosa temi che io possa scoprire, qualcosa che mi possa nuocere?»
«Io credo che tu sappia qualcosa, qualcosa che ti coinvolga e di cui non puoi parlare perché hai timore di…»
«Lino smettila di parlare così! Io non so niente, niente.»
«E se non sai niente come mai sai che Ottavio ed Elena sono stati prima singolarmente interrogati dai Carabinieri più di una volta e che non è emerso niente a loro carico?»
«Tu come sei venuto a conoscenza di questi interrogatori e del loro esito?»
Lo squillo salvifico del cellulare blocca l'impeto delle mie parole.
«Devo rispondere, mi dice… ora vai… vai… ne riparliamo in un altro momento… vai per favore»
Apro la porta e vado via.

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