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Il Ponte dell'Almà
Capitolo quarantesimo
"Il Ponte dell'Almà", il nuovo romanzo a puntate del dott. Antonio Marzano
domenica 28 giugno 2026
Cosa mi avesse preso ,non lo avevo capito nemmeno io. Parlare in quel modo accusatorio ad Ottavio era stato un vero errore,una imprudenza che si sarebbe potuta ritorcere contro di me.
Come mi era venuto?!
Forse l' effetto della disperazione ,della impotenza, della frustrazione.
E se si fosse trattato solo di uno stupido accanimento?
L' effetto di una sconfitta,la mancanza di umiltà e di accettare la incompetenza nello svolginento delle indagini?!
Poteva essere di tutto eppure doveva esserci qualcosa che mi era sfuggito.
Cui prodest?
Chi ne traeva profitto dalla morte di Franca??
Soldi? Soldi da dove ,soldi da chi?
Sarebbe stato mai possibile che Ottavio avesse mai potuto fare una assicurazione sulla vita della moglie?
E se avesse mai fatto una assicurazione che motivo aveva di scoperchiare la storia investendomi di questo incarico?
Non era possibile. Stavo girando a vuoto.
Infreddolito tornai a casa.
Decisi chi chiamare il mio amico Assicuratore che non vedevo e non sentivo da parecchio tempo. Ed era stato proprio lui nel mese di luglio a mettermi sull' avviso, ad intimarmi di non fare domande in giro.
Avrebbe mai potuto dirmi altro? E soprattutto per come mi aveva parlato sapeva veramente qualcosa di scottante o erano minacce che si basavano sul nulla?!
Decisi che dovevo vederlo; la telefonata non avrebbe sortito nessun risultato. Si, sarei andato il giorno dopo in Agenzia.
Sui Social si parlava tutti i giorni di ciò che l' Amministrazione Comunale stava eseguendo a monte della Villa Comunale e specificatamente nella zona prospicente il cosiddetto " Calvario" si trattava di lavori pubblici.
I pareri dei pochi commentatori erano tutti decisamente negativi ,per una serie di ragioni. Ma alla fine, chi detiene lo scettro del potere ,concesso dalla volontà popolare , comanda,gli altri obbediscono. Di una iniziativa mi ero particolarmente rallegrato: un' area giochi per bambini.
Mentre i lavori procedevano tuttavia osservavo che lo spazio a disposizione era modesto per un bacino di utenza di migliaia di bambini, i giochi a disposizione sarebbero stati insufficienti e la location non prevedeva , né alberi, né viali, né panchine..nulla perché potesse essere il " parco giochi".
Al termine dei lavori, la giravolta di cemento e mattoni sull' asfalto ,si presentava come una curiosa "attrazione turistica"; non era male,se non fosse che lo spazio dei posti auto si era ridotto e di molto.
Raggiunsi nel pomeriggio l' Agenzia Assicurativa del mio amico, parcheggiai l' auto,dopo aver fatto il giro della villa per tre volte e lo raggiunsi al bar.
Ci salutammo come sempre simpaticamente ,scherzando sul fatto che ormai eravamo entrambi alla "finestra della vita" e che di questo sarebbe stato preferibile tacere.
Come mi era venuto?!
Forse l' effetto della disperazione ,della impotenza, della frustrazione.
E se si fosse trattato solo di uno stupido accanimento?
L' effetto di una sconfitta,la mancanza di umiltà e di accettare la incompetenza nello svolginento delle indagini?!
Poteva essere di tutto eppure doveva esserci qualcosa che mi era sfuggito.
Cui prodest?
Chi ne traeva profitto dalla morte di Franca??
Soldi? Soldi da dove ,soldi da chi?
Sarebbe stato mai possibile che Ottavio avesse mai potuto fare una assicurazione sulla vita della moglie?
E se avesse mai fatto una assicurazione che motivo aveva di scoperchiare la storia investendomi di questo incarico?
Non era possibile. Stavo girando a vuoto.
Infreddolito tornai a casa.
Decisi chi chiamare il mio amico Assicuratore che non vedevo e non sentivo da parecchio tempo. Ed era stato proprio lui nel mese di luglio a mettermi sull' avviso, ad intimarmi di non fare domande in giro.
Avrebbe mai potuto dirmi altro? E soprattutto per come mi aveva parlato sapeva veramente qualcosa di scottante o erano minacce che si basavano sul nulla?!
Decisi che dovevo vederlo; la telefonata non avrebbe sortito nessun risultato. Si, sarei andato il giorno dopo in Agenzia.
Sui Social si parlava tutti i giorni di ciò che l' Amministrazione Comunale stava eseguendo a monte della Villa Comunale e specificatamente nella zona prospicente il cosiddetto " Calvario" si trattava di lavori pubblici.
I pareri dei pochi commentatori erano tutti decisamente negativi ,per una serie di ragioni. Ma alla fine, chi detiene lo scettro del potere ,concesso dalla volontà popolare , comanda,gli altri obbediscono. Di una iniziativa mi ero particolarmente rallegrato: un' area giochi per bambini.
Mentre i lavori procedevano tuttavia osservavo che lo spazio a disposizione era modesto per un bacino di utenza di migliaia di bambini, i giochi a disposizione sarebbero stati insufficienti e la location non prevedeva , né alberi, né viali, né panchine..nulla perché potesse essere il " parco giochi".
Al termine dei lavori, la giravolta di cemento e mattoni sull' asfalto ,si presentava come una curiosa "attrazione turistica"; non era male,se non fosse che lo spazio dei posti auto si era ridotto e di molto.
Raggiunsi nel pomeriggio l' Agenzia Assicurativa del mio amico, parcheggiai l' auto,dopo aver fatto il giro della villa per tre volte e lo raggiunsi al bar.
Ci salutammo come sempre simpaticamente ,scherzando sul fatto che ormai eravamo entrambi alla "finestra della vita" e che di questo sarebbe stato preferibile tacere.

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