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5 Stelle alla prova dei fatti senza più l'alibi-Galantino

Ospedale: meglio un brutto accordo consociativo che una bella manifestazione di protesta davanti a un reparto chiuso

Mi sto sempre più convincendo che sia in atto un involontario "complotto" alla rovescia in favore dell'ex sindaco di Bisceglie Francesco Spina, sicuro candidato alla carica di consigliere regionale. Stuoli di personaggi politici del territorio sembrano impegnati, a vario titolo, nella valorizzazione della sua figura.

Come se non fosse sufficiente l'entusiasmante iperattività dell'amministrazione comunale "guidata" dal noto decisionista Angelantonio Angarano - che ha scatenato una crescente e diffusa recrudescenza nostalgica dei "bei tempi spiniani andati" (l'equivalente biscegliese della "sindrome di Stoccolma") -, al coro dei proseliti si è aggiunto in queste ore il parlamentare andriese del Movimento 5 Stelle Giuseppe D'Ambrosio.

Secondo l'esponente pentastellato, in buona sostanza, la scelta del deputato biscegliese Davide Galantino di passare al gruppo misto sarebbe stata ispirata dai comportamenti politici passati di Francesco Spina, evidentemente attraverso un'opera di "sottomissione psicologica" senza precedenti. La prova inconfutabile di tutto ciò? Una foto in cui i due sono ritratti di fianco.

Di questo passo, è legittimo immaginare che sia sufficiente, per esempio, farsi fotografare al cospetto di Cristiano Ronaldo per diventare calciatori di livello internazionale, mettersi in posa a braccetto con un cardiochirurgo per poter avere accesso a tutte le sale operatorie e, per i più scaltri, guadagnare uno scatto con Rocco Siffredi per... Vabbè, ci siamo capiti.

Il passaggio di Galantino al gruppo misto sancisce la conclusione della fase di assurda inconciliabilità tra le diverse anime pentastellate di Bisceglie. Gente che, pur facendo parte della stessa comunità politica di attivisti, in pratica non si rivolge la parola. Quest'uscita di scena unilaterale costringerà D'Ambrosio per primo ad andare oltre il sospetto - mai fugato - che la rottura del Movimento 5 Stelle biscegliese in due tronconi fosse la più classica applicazione del "divide et impera". Il tempo sarà signore.

Quanto alle questioni concrete, è doveroso cercare di comprendere quali siano le opinioni e gli orientamenti all'interno del Movimento 5 Stelle rispetto all'ospedale "Vittorio Emanuele II". Davide Galantino, nell'intervista rilasciata a BisceglieViva, è stato chiaro nell'affermare: «Quello che ho scoperto, mio malgrado, è l'incredibile ordine arrivato dall'alto di attaccare Emiliano». Il modo più efficace per smentirlo non potrà che essere un'azione volta a scongiurare il pericolo della chiusura del punto nascita e, al contempo, potenziare il nosocomio biscegliese.

Qual è la soluzione prospettata dai parlamentari D'Ambrosio, Galizia e Piarulli e dal consigliere regionale Di Bari per la risoluzione della vicenda? Al netto delle responsabilità di Michele Emiliano che ci sta pure di evocare, con le elezioni regionali sempre più vicine; al netto dell'elenco sterminato di colpe da addebitare a Francesco Spina (dal conflitto arabo-israeliano alla carta che a volte non si riesce a staccare dalle caramelle); al netto dell'eccessiva rigidità del decreto ministeriale 70 approvato dal governo Renzi; al netto di tutto quello che si vuole e si può rimproverare a Davide Galantino; al netto persino della rottura tra Eros Ramazzotti e Marica Pellegrinelli (che ora è single e posso tornare a sognare, un giorno, di conquistare); cosa bisogna fare, secondo il Movimento 5 Stelle, per tenere aperto il punto nascita dell'ospedale di Bisceglie?

Non sfugga l'importanza del parere dei rappresentanti territoriali di una forza che è maggioranza relativa in Parlamento e che esprime una sua esponente, Giulia Grillo, alla guida del dicastero competente. E a chi dovremmo chiederlo altrimenti, al Partito Pensionati?

La politica ha le sue fasi. Ci sono momenti in cui un territorio ha bisogno di risposte e ritrova compattezza; si deroga alle acredini quotidiane e alla necessità quasi fisiologica del muro contro muro per difendere un interesse della collettività, che sia un ospedale, una scuola, una chiesa.

Tirare fuori il provvedimento di Ruscitti dello scorso 21 settembre nel quale è proposta la chiusura del punto nascita del "Vittorio Emanuele II" non costituisce certo un ostacolo alla corretta risoluzione della questione: ci mancherebbe altro e BisceglieViva, fra l'altro, ha pubblicato subito, e per prima, l'intero documento. C'è la protesta, c'è la contrapposizione, c'è la critica: manca, clamorosamente, la proposta. E di questo, con buona pace del buon Giuseppe D'Ambrosio, non si può certo dare la colpa a Francesco Spina... O peggio, a chi, da biscegliese, ha agito secondo le prerogative istituzionali del parlamentare: muovendosi e prendendo informazioni, contattando gli uffici ministeriali e incontrando Michele Emiliano.

Piaccia o no agli algoritmi di Casaleggio, Galantino sulla questione dell'ospedale ha fatto il suo dovere di parlamentare. Magari avrebbe potuto anche fare di più e meglio, ma certo non è rimasto a guardare. Meglio un brutto accordo consociativo per consentire ancora le nascite a Bisceglie che una bellissima manifestazione di protesta davanti a un reparto chiuso. Siamo tutti d'accordo almeno su questo?
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