Gianni Casella. <span>Foto Luca Ferrante</span>
Gianni Casella. Foto Luca Ferrante
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Bentornato consiglio comunale

Il blog di Vito Troilo

L'elezione di Gianni Casella alla carica di presidente del consiglio comunale non allarga la maggioranza e non indebolisce l'opposizione: nobilita l'istituzione.

La prima riunione della massima assise cittadina, tecnicamente, non si è neppure conclusa: pochi minuti prima delle cinque del mattino di martedì 31 luglio i componenti dell'assemblea hanno deciso di aggiornare la seduta, per la conclusione dei lavori e la trattazione dei tre restanti punti all'ordine del giorno, alle cinque del pomeriggio di mercoledì 1 agosto.

Com'era logico attendersi, Franco Napoletano (ininterrottamente consigliere dal lontano 1980, quand'era vivo e al potere Leonid Breznev in Unione Sovietica e Solidarność non era stata ancora fondata da Lech Walesa) e Francesco Spina (una presenza costante nelle istituzioni elettive dal 2002) hanno mostrato i muscoli al cospetto di una maggioranza composta da ben 11 novizi, contestando, senza alcuno scrupolo di poter passare talvolta per ostruzionisti, qualsiasi piccolo intoppo legato alla formulazione degli atti preparatori. Come se non fosse mai accaduto, da quell'ormai lontanissimo 1992 nel quale, appena finita la quarta elementare, ho cominciato a seguire i consigli comunali, di constatare l'incompletezza dei dati inerenti alcuni punti all'odg nelle cartelline e altri disguidi di natura tecnica.

Casella nobilita l'istituzione perché ha il carisma e l'esperienza necessari a garantire uno svolgimento proficuo dei lavori. Non è un caso che durante il suo discorso di insediamento abbia voluto mettere in chiaro l'intenzione di contingentare i tempi degli interventi, come previsto peraltro dal mai osservato Statuto comunale: massimo quindici minuti per le discussioni sui punti, dieci per le repliche, cinque per le dichiarazioni di voto e si tratta in ogni caso di margini abbondanti per favorire la discussione e l'interazione fra i membri dell'assemblea.

La novità politica rilevante del nuovo consiglio comunale è piuttosto la certificazione dell'esistenza di una maggioranza parlante, l'esatto contrario del deplorevole spettacolo cui siamo stati tutti costretti ad assistere dal 1998 in poi, con rarissime eccezioni. Mai, nell'auditorium di Santa Croce, i microfoni posti sul lato della coalizione vincitrice delle elezioni amministrative erano stati così utilizzati. Il presidente Casella ha già richiamato tutti a prestare maggiore puntualità per poter iniziare le riunioni entro un limite di quindici minuti successivi all'orario stabilito: un altro buon segno di decoro e rispetto nei riguardi dei cittadini e dell'istituzione, che merita di tornare al più presto nella sede naturale della sala consiliare di Palazzo San Domenico.

Non solo simbolica, anzi, significativa per l'impegno e la dedizione con cui l'eletto ha subito mostrato di voler interpretare il ruolo la partecipazione ai lavori di Ciccio Carelli, primo consigliere comunale diversamente abile nella storia della città. Il suo operato, non c'è dubbio, contribuirà a tenere sempre alta l'attenzione sulle tematiche dell'accessibilità e a rappresentare istanze che troppo spesso, in passato, sono state trascurate. Ha mostrato più rispetto per il consiglio comunale lui in queste prime undici ore che molti altri in anni interi. È giusto riconoscerglielo. Bentornato consiglio comunale.
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