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L'apparente indifferenza sulle provinciali

Il blog di Vito Troilo

Lontani i (bei?) tempi in cui Francesco Spina, pur di farsi eleggere presidente, non esitò a firmare il documento politico di altissimo valore storico (già lo immagino nei futuri libri di testo) e sublime lignaggio sottopostogli da Benedetto Fucci (uno dei leader del centrodestra sul territorio) attraverso il quale si dichiarò alternativo al Partito Democratico...

Come faceva? Ah sì: «Alla luce dell'accordo politico sottoscritto a livello territoriale in ordine alle prossime consultazioni elettorali provinciali del 12 ottobre (era il 2014) tra le forze di centrodestra, si ritiene opportuno, aldilà degli sviluppi politici correnti e futuri a livello nazionale, sottolineare, anche in vista dei prossimi ed imminenti appuntamenti elettorali, la convinta adesione personale al progetto moderato, popolare e liberale del centrodestra, alternativo alla famiglia socialista cui appartiene il Partito Democratico, in un'ottica di comunanza di identità e valori, proiettati ad una condotta di coerenza che i cittadini richiedono fortemente in un contesto spesso caratterizzato da sterili opportunismi non più tollerabili dagli stessi».

Quanto accaduto successivamente è sotto gli occhi di tutti e ricapitolarlo sarebbe superfluo, anche perché non è certo colpa dell'ex sindaco di Bisceglie se la poltrona di presidente della Bat è divenuta talmente poco ambita che si fatica nel trovare qualcuno disposto a candidarsi. Sulla carta.

L'indifferenza è solo apparente, se è vero che il Movimento 5 Stelle, pur contrario all'istituto della provincia, ha preso in considerazione l'ipotesi di presentare una lista consapevole che, in base al sistema elettorale, otterrebbe quattro dei dodici seggi per il consiglio anche se nessuno dei loro andasse a votare mercoledì 31 ottobre. Sempre che a concorrere siano esclusivamente due cartelli e non tre...

Un comunicato stampa sottoscritto dai dieci sindaci del territorio, del quale ha dato conto esclusivamente "La gazzetta del mezzogiorno" la scorsa settimana, diffuso «al termine di una riunione» ha rimarcato la mancanza «di alcuna velleità di rappresentanza diretta nel consiglio provinciale ad eleggersi ma l'esclusiva esigenza di garantire una forte rappresentanza espressione di unità del territorio, per cui auspicano che tutte le forze politiche interessante afferenti l'intero arco costituzionale, ferme restando le prerogative dei sindaci, giungano ad una soluzione condivisa con la presentazione di un'unica lista, evitando inutili e dispersive divisioni fra territori ed istituzioni». Che tradotto in italiano significa: «Non sappiamo come comportarci, nessuno vuole fare il presidente della provincia».

L'alternativa? «Si renderà necessario un confronto democratico». E ci mancherebbe altro...

La verità è che tutti hanno bisogno di non mostrarsi interessati a passare all'incasso, quando mancano pochi mesi alle elezioni europee e poco più di un anno e mezzo alle prossime regionali. Il quadro è frammentatissimo, tra amministrazioni senza colore e incolori, personaggi in cerca d'autore e visibilità, soggetti convinti di poter conquistare un seggio in via Capruzzi. Eppure, ciò che al momento potrebbe sembrare una formalità da sbrigare controvoglia, nel giro di pochi giorni sarà oggetto di battaglie sotterranee e complessi calcoli aritmetici.
Della provincia magari non ce ne può fregar di meno, ma perché i posti devono occuparseli "gli altri"?

Io un candidato per la presidenza ce l'avrei: è autorevole, conosce bene l'ente e bisogna riconoscergli di essere molto meno ipocrita rispetto a tanti che fingono di non essere interessati agli incarichi. In confronto a certi pessimi giocatori di nascondino, Francesco Spina è un gigante.

P. S. Qualcuno ha fatto notare che il 31 ottobre non si voterà per la presidenza. Ma non perdo la speranza...
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