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Cronaca

«Il problema non è la discoteca, ma la società. Chiediamo più forze dell'ordine nei locali»

Le parole di Silb-Fipe, il sindacato italiano locali da ballo, dopo la sparatoria avvenuta a Bisceglie

«Noi siamo inermi di fronte a questo fenomeno. In discoteca si va per ballare, per divertisti, non perché la gente muoia: chiediamo per l'ennesima volta la presenza delle forze dell'ordine nei nostri locali. Siamo anche disposti a pagare per questo. Non possiamo aprire la sera con quel patema d'animo che succedano fatti del genere». A dichiararlo, in un'intervista all'Ansa, Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe (il sindacato italiano locali da ballo), dopo la sparatoria avvenuta a Bisceglie in cui ha perso la vita il 42enne barese Filippo Scavo.

«Conosco bene il titolare, è molto attento alla sicurezza» ha rimarcato, prima di riflettere sull'ingresso di persone armate nei locali. «Se uno si presenta, alza la giacca e fa vedere una pistola, il buttafuori non rischia la vita per 100 euro di paga che prende a serata. Quando uno arriva armato, non c'è purtroppo nulla da fare. Credo che la presenza delle forze dell'ordine all'interno delle discoteche possa essere da deterrente. Purtroppo non ci sono uomini e mezzi, ma noi siamo disposti anche a pagare lo Stato per garantirci quella sicurezza che ci è dovuta» ha sottolineato.

«Il problema non è la discoteca, il problema è la società. Quando nel corso della pandemia le discoteche sono state chiuse per due anni, questi fatti succedevano nelle piazze. Quando succede un fatto del genere il questore chiude il locale, ma mi dice qual è la responsabilità del gestore in questi casi?» ha concluso Pasca.
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