L'ultimo saluto ad Alicia Amoruso
L'ultimo saluto ad Alicia Amoruso
Cronaca

L'ultimo saluto della città ad Alicia Amoruso tra lacrime, ricordi e una verità difficile da accettare

Parrocchia di Santa Caterina da Siena gremita: centinaia di biscegliesi anche all'esterno della chiesa per seguire i funerali. I ricordi di sua sorella Nicole e della migliore amica

Un ultimo saluto pieno di commozione, pianti e ricordi che resteranno indelebili nella mente di chi ha conosciuto Alicia Amoruso. In centinaia si sono presentati per il funerale della 12enne biscegliese scomparsa per essere stata schiacciata da un pino in via Gaetano Veneziano: parrocchia di Santa Caterina da Siena gremita in ogni ordine di posto, con tantissimi che hanno seguito le esequie all'esterno della chiesa. L'immagine più bella ma anche la più dolorosa è stata quella di papà Claudio e mamma Margaret, rimasti accanto al feretro, bianco, durante l'intero rito: una testimonianza di come la ferita sia ancora profonda e la verità per quanto accaduto sia estremamente difficile da accettare. La madre si è lasciata andare a un pianto liberatorio durante il momento del commiato funebre, che non ha fatto trattenere le lacrime a tantissime persone: «Svegliati Alicia! Svegliati mamma» le sue urla.
23 fotoI momenti salienti del funerale di Alicia Amoruso
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Le esequie sono state presiedute da Monsignor Leonardo D'Ascenzo: «Affidiamo la nostra preghiera di affidamento di Alicia al cuore di Dio, perché l'accolga come siamo certi dove non c'è più sofferenza, non ci sono più lacrime. Questi giorni per noi, per la comunità di Bisceglie e non solo, sono un tempo fragile, un tempo che ci fa sentire tutta la fragilità che accompagna la nostra vita, la nostra esperienza». All'interno dell'omelia l'Arcivescovo ha citato un'omelia inedita di don Tonino Bello, leggendo il suo pensiero: «Che cosa possono mai significare le parole umane di fronte alla tragica realtà di questa bara, al di là di una condoglianza stereotipata, al di là di una espressione cordiale e impotente compassione. Se le parole degli uomini si frantumano in fredde sillabe prive di vigore, le parole di Dio hanno il sovrumano potere di alleggerire il peso di ogni sconfinato tormento e di illuminare anche il mistero della morte».
D'Ascenzo si è rivolto alle amiche e agli amici di Alicia, in modo particolare a coloro che stavano condividendo con lei il percorso scolastico nella 2ªD della scuola "Riccardo Monterisi": «Non dimenticatela mai, lei ci ricorda e vi ricorderà sempre la vita. La vita che è un dono prezioso e contemporaneamente è un dono fragile, la Bibbia dice che è come un fiore che spunta al mattino e avvizzisce la sera. Per questo la nostra vita è da vivere sempre al meglio e va rispettata».



Al termine della celebrazione, spazio alle lettere di familiari e amiche che mai avrebbero immaginato di doverle scrivere in un'occasione simile. La sorella maggiore Nicole ha ricordato Alicia con un racconto estremamente toccante: «Voglio ricordare la persona unica che sei stata, la mia spalla a destra, la mia amica che non smetteva mai di parlarmi neppure quando ero a farmi la doccia. Le cose che abbiamo fatto insieme in questi 12 anni sono tante, infinite, non dimenticherò mai la scelta del tuo nome unico e speciale. L'ho scelto io per te. Sarai per sempre la persona più unica e speciale che io abbia e potrò mai conoscere. Sei sempre stata tutto, ti ho tanto tanto desiderata. Alicia, te l'abbiamo raccontato più volte che ti ho chiesta io a mamma e a papà, perché volevo tanto qualcuno con cui stare, giocare, ridere e scherzare. Ultimamente eravamo una cosa sola, sempre insieme. Alicia desiderava tanto di ricevere dei fiori, di certo non in questo modo. Un bacio amore mio, mi manchi già da morire».

Per Roberto (il fidanzato di Nicole) Alicia era diventata una migliore amica, quasi una sorella: «Eri una giovane anima, una ragazza nel fiore degli anni, una figlia, una nipote e anche per me, che ti conoscevo da appena qualche mese, eri già come una sorella minore. Grazie Alicia per tutto quello che hai dato di bello a tutti in questi dodici splendidi anni. Grazie per essere stata la miglior sorella che una persona possa desiderare, una figlia modello, la migliore amica perfetta e una nipote splendida. Diva eri e diva sei rimasta. Ora tutta Italia, non solo, sa e parla di te. Tutta l'Italia ti festeggia e, come puoi vedere dall'alto, tutta Bisceglie è qui per te per ricordarti e ricordare la fantastica persona che sei. Tu Alicia sei e sarai per sempre con noi».

A parlare anche Marianna, la sua migliore amica e compagna di banco in classe: «Se solo non avessi fatto quella strada, quel giorno, ora probabilmente non sarei qui a scriverti questa lettera piccola stella del mio cuore. È inutile dire che il dolore e la sofferenza che sto provando in questo momento è tanta. Lunedì all'ospedale ho piatto disperatamente, non c'era più la mia amica, compagna di banco, sorella, il mio sole. Immagina di stare con la tua migliore amica a scuola e dieci minuti dopo ti chiama la mamma dicendo che non è tornata a casa, per poi ritrovarla senza vita sotto un albero. È straziante, vero? Questo è quello che è accaduto. Mi terrai ancora la mano quando geografia o storia interrogheranno? Mi chiamerai ancora? Mi manderei le tue foto? Purtroppo no. Non puoi capire quanto faccia male: in soli due anni sei diventata tutto per me. Non mi sarei mai immaginata una vita senza te. Come farò ora a frequentare tutti i posti che abbiamo frequentato insieme, sapendo che tu non ci sei più. A chi parlerò di tutti i miei segreti alle 2 di notte? A chi chiederò più consigli? Purtroppo non a te. Ci promettemmo che avremmo sempre superato tutto insieme, ma purtroppo questa volta non ci siamo riuscite. Ma tranquilla, tu sarai per sempre la mia Lilly e io per sempre la tua Mariannina».
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