Calcio a 5
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L'esterofilia patologica e quelli che non toccherebbero palla al torneo di Mometto

Il blog di Vito Troilo

Sgombero subito il campo da qualsiasi dubbio possa assalire chi dovesse leggere non conoscendomi: sono tutt'altro che un nazionalista e questo mi è spesso costato occhiatacce e rimbrotti, specie in occasione dei grandi eventi sportivi internazionali, nei quali la regola fissa è sostenere atleti e squadre dell'Europa orientale opposte a quelli del resto del mondo o in alternativa astenersi nel caso di "derby". Sarà così, naturalmente, anche per le imminenti Olimpiadi invernali di Pyeongchang, in programma del 9 al 25 febbraio, appuntamento che agli italiani ricorda, ogni quattro anni, l'unica ragione utile per la quale questo paese si ostina a considerare proprio quel corpo estraneo che è da sempre l'Alto Adige.

Le poche medaglie che i sudtirolesi non ancora riuniti alla madrepatria Austria riusciranno a garantire all'Italia (sono lontani i tempi d'oro di Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Manuela Di Centa) costituiranno la solita foglia di fico dietro la quale i "vertici dello sport" azzurro, tutti rigorosamente coi capelli bianchi, continueranno a nascondere la reale entità dei loro fallimenti gestionali.

L'eliminazione della nazionale maschile di calcio dai Mondiali di Russia non ha, naturalmente, insegnato nulla. Eviterò ulteriori commenti sulla vicenda, largamente analizzata da reportages giornalistici. Sarà utile però restare sul tema perché della Federcalcio e nello specifico della Lega Nazionale Dilettanti fa parte (e lo trovo ridicolo, dopo tutti questi anni) anche tutto il movimento del calcio a 5.

La selezione azzurra di futsal, in cui fai fatica a contare più di 2-3 veri italiani, è stata eliminata al primo turno degli Europei a causa (e a casa) della Slovenia, stato di due milioni di abitanti che naturalmente ha 12 sloveni in organico. Qualcuno continua ancora a domandarsi quale sia il problema?

Sia chiaro: non sono per la cacciata di tutti gli stranieri ma è un dato di fatto che in alcuni campionati di rilievo ce ne siano di improponibili. Se devo tenere in campo uno che non sa stoppare la palla con entrambi i piedi lo posso trovare nel condominio di fianco, di certo non lo vado a prendere da un altro continente con tutte le spese che conseguono.

Il calcio a 5, in questo paese, è utile solo ai commercianti di brasiliani. In categorie sotto la Serie A vedo preferire, da dirigenti e allenatori, elementi privi di capacità solo perché rigorosamente non italiani. Ne sono convinto: li scelgono a scatola chiusa e l'unico criterio di preferenza è il suono dei loro sempre più improbabili diminutivi e soprannomi. Il pubblico ha già espresso la sua totale indifferenza a questo proliferare di giocatori che non creano alcun entusiasmo e non stabiliscono un rapporto col territorio. Gente che verrebbe presa a pallonate persino al torneo di Mometto, competizione decisamente più valida, sotto il profilo tecnico e soprattutto agonistico, di alcune partite di determinati campionati. L'esterofilia del futsal e più in generale dello sport italiano è diventata patologica e questi sono i risultati. Buonanotte. E un grande abbraccio a Giacomo Evangelista, per tutti Mometto.
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