Pistola
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Buongiorno

C'è poco da star tranquilli

Gli spari contro i Carabinieri a meno di due settimane dai fatti di Cagnano Varano

Mi sarebbe piaciuto finirlo ma non ci riuscii, travolto - come capita spesso a noi giornalisti - dalle successive evoluzioni della cronaca, dell'attualità, da quelle vicende che ti prendono (tolgo) tempo per approfondire. Lo scorso 22 marzo avrei voluto pubblicare un pezzo di questa rubrica scritto prendendo spunto dalla bellissima marcia contro le mafie promossa dal Presidio Libera "Sergio Cosmai" di Bisceglie.

Mi sarà perdonata, perciò, l'autocitazione.

«Incoraggia, conforta, rassicura. La massiccia partecipazione di centinaia di studenti di tutti gli istituti d'istruzione secondaria superiore e delle terze classi della "Riccardo Monterisi" alla marcia contro le mafie promossa dal Presidio Libera "Sergio Cosmai" di Bisceglie ha prodotto molto più che la banale occasione per ragazze e ragazzi di saltare le lezioni.
L'impressione suscitata dal corteo e dalla successiva manifestazione in occasione della giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, mercoledì 21 marzo, è che una parte non trascurabile della gioventù biscegliese abbia piena consapevolezza di un fenomeno criminale tutt'altro che lontano dalla nostra realtà».

L'articolo sarebbe proseguito con gli aggiornamenti a proposito del rapporto della Dia (direzione investigativa antimafia) riguardo il primo semestre del 2018 (gennaio-giugno): dati sui quali tornerò in seguito, ora superati dalla cronaca di quanto avvenuto nel pomeriggio di giovedì 25 aprile a pochi passi dal mercato ittico.

Perché la gravità di uno o più colpi di pistola esplosi all'indirizzo di rappresentanti delle forze dell'ordine è subito avvertita da una comunità, va oltre le statistiche. Scrivere che una persona avrebbe sparato verso uno o più Carabinieri a meno di due settimane dall'assassinio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro a Cagnano Varano non è qualcosa di semplice e leggero.

Tocca tutti, perché colpisce e induce a riflessioni: spesso ovvie, come l'ennesimo inoltro (cui sarebbe sbagliato sottrarsi) della richiesta di potenziamento della presenza delle forze dell'ordine a Bisceglie. Qualcuno tornerà a rimarcare la necessità di un presidio della Polizia di Stato e forse altri ricorderanno che questa città ha perduto un avamposto prezioso, quello della Guardia di Finanza, nel silenzio generale.

La sostanza è che, purtroppo, a Bisceglie si spara con una frequenza maggiore che nel passato. La novità, allarmante per davvero, è che i proiettili adesso viaggiano in direzione degli uomini dello Stato.

Il 13 ottobre scorso ritenni doveroso riflettere sul passaggio, per certi versi epocale, di questa città da "zona franca" a territorio conteso. I giovanissimi scesi in piazza per ricordare, 34 anni dopo, il sacrificio di Sergio Cosmai, meritano risposte concrete e rapide da quelle stesse generazioni che hanno vissuto in una Bisceglie lambita solo sporadicamente dalle pallottole. Trascorse le ore della giusta solidarietà ai Carabinieri coinvolti nella vicenda - cui ci associamo convintamente - sarà già tempo di provvedimenti efficaci. Non sarò mai il capo degli allarmisti ma qui c'è poco da star tranquilli.
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