Tommaso di Pilato. <span>Foto Andrea Gilardi</span>
Tommaso di Pilato. Foto Andrea Gilardi
Sport

"Combatterò per sempre", la storia di un atleta biscegliese non vedente

Lo sciatore nautico Tommaso di Pilato si racconta in un libro

Tommaso di Pilato è nato a Bisceglie il 22 gennaio del 1965. Terzo di sei fratelli, nel 1971 si è trasferito a San Giuliano Milanese (Milano) con il papà Giuseppe, ambulante di pesce, e mamma Francesca. Ama la musica e, fin da subito, mostra passione per il pianoforte, le tastiere e la chitarra.

Una storia apparentemente normale, a cui però manca un tassello: Tommaso è non vedente, dall'età di sei anni. A causa di un incidente, ha perso completamente la vista.

Ma la disabilità non è un limite. Nonostante la cecità, di Pilato è diventato uno sciatore nautico. E il suo palmares parla chiaro: nel 2003 ha conquistato il suo primo titolo mondiale di sci nautico a Schotten, in Belgio, per poi bissare l'anno successivo a Orlando, in Florida. Nel 2006 ha vinto il titolo europeo. Ai mondiali di Townswille (Australia) del 2007 ha conquistato la medaglia d'oro per combinata, slalom e salto, primo fra gli sportivi di quindici nazioni, e il bronzo nella figura. Nel 2008 ha vinto il titolo europeo a Recetto (Novara). Una carriera straordinaria, che è a lui valsa una personale premiazione da parte dell'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Di Pilato ha voluto raccontare la sua speciale storia nel libro "Combatterò per sempre". L'autobiografia è stata inserita in una collana già composta da due libri, "Se vuoi voli" del professore Ivan Borserini e "Maurizio l'Albatros" dell'ex atleta, primatista del mondo nel Penthatlon diversamente abile, Maurizio Nalin.

"Combatterò per sempre" è occasione per conoscere la vita e i traguardi, le gesta sportive di un atleta non qualunque. Una storia che merita di essere conosciuta perché nasconde un insegnamento morale di fondo: non bisogna mai porsi limiti, nella vita. Piuttosto, si persegua sempre e solo un obiettivo: combattere per sempre.
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