Un fermo immagine della scena dal barbiere di
Un fermo immagine della scena dal barbiere di "Johnny Stecchino"
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Ambizioni politiche, polemiche social e sgarbi consiliari

I panni sporchi dell'amministrazione si lavano su facebook

La politica non è soltanto la più alta forma di carità - come disse Paolo VI - ma la scienza che riesce nell'impresa di prestarsi (e spesso piegarsi) alle più disparate e innumerevoli interpretazioni, quasi sempre tutte credibili, fondate e legittime. Bisceglie è una città nella quale chi si occupa di raccontare gli sviluppi e le vicende politiche capisce subito di dover fare l'abitudine ai repentini stravolgimenti di fronte e all'alternanza fra lunghi periodi di stallo e giornate intensissime, scandite dalla rapida successione di avvenimenti più o meno collegati.

Non ho alcuna intenzione di tediare chi legge con la fenomenologia dei primi nove mesi dell'amministrazione guidata da Angelantonio Angarano, frutto di un successo elettorale del quale hanno beneficiato, assumendo posizioni di rilievo, anche alcuni soggetti che le amministrative le hanno perse in modo chiaro. Bontà e prerogative del primo cittadino, che certo non può negare i dati di fatto. La valutazione dell'operato di sindaco, giunta e maggioranza è a discrezione del singolo lettore: non è l'oggetto di questo articolo. Qui proverò a riassumere gli ultimi, frenetici giorni.

È accaduto così che il buon Sergio Silvestris, candidato da mesi alle europee pur non avendolo mai ufficializzato, abbia fissato una conferenza stampa per lunedì mattina, nella quale lancerà, anche in città, la sua corsa alla presidenza della regione Puglia per un seggio a Bruxelles (scusatemi l'errore di battitura, sono troppo lungimirante). Nulla di strano, ci mancherebbe: l'esponente biscegliese di Forza Italia ha tutte le carte in regola, le qualità e l'esperienza politica per ambire a certe cariche. Ritenuto il principale indiziato alla creazione di problemi e casini all'interno della coalizione civica che ha permesso la vittoria di Angarano, Silvestris non ne ha causato manco mezzo: non c'è un solo eletto nelle due liste civiche di suo riferimento fra i cinque componenti (che in realtà sono sei, lo sa anche mia nipote di 7 anni) dell'intergruppo. E non è certo un consigliere di centrodestra l'autore del post che, alle 13:10 di venerdì 22 marzo, ha aperto il primo squarcio pubblico, evidente e plateale nella maggioranza.

L'invito telematico rivolto da Rossano Sasso ad Angelantonio Angarano («Fai un favore a tutti. Dimettiti») ha avuto il merito (?) di porre fine all'ipocrita attesa del primo malcontento ufficiale di questa consiliatura. La frase ha scatenato reazioni di ogni tipo da parte di chiunque fuorché di colui che avrebbe dovuto assumere una posizione forte: con Spina o Napoletano sindaco, il rispettabilissimo Sasso sarebbe stato cacciato a pedate dalla maggioranza nel giro di un nanosecondo; Angarano ha fatto finta di non aver letto, "autorizzando" chiunque, da questo momento in poi, a contestarlo e chiedergli di andarsene. Il precedente è stato creato: i panni sporchi di quest'amministrazione si laveranno su facebook...

Come se le paturnie politico-amministrative biscegliesi non fossero sufficienti, venerdì pomeriggio è successo di tutto in consiglio comunale: Spina ha sollevato la questione della procedura non corretta di notifica della convocazione per la riunione, dimostrando l'errore materiale commesso (piuttosto serio) nel giro di pochissimi minuti. Il sindaco ha compreso l'opportunità di chiuderla lì e aggiornare la seduta, come sostenuto peraltro dal presidente della massima assise cittadina, che ha applicato il regolamento.

La successiva, stucchevole discussione sulla data del rinvio è stata interrotta, a un certo punto, dall'intervento fuori luogo di Gianni Naglieri, un assessore che ha dimostrato di saper gestire molto bene il suo tempo considerata l'elevata reattività nel polemizzare su facebook con chiunque non lo ritenga un Dio sceso in terra. La veemenza con cui il componente della giunta – mai visto mettere piede in consiglio comunale dal 1994 fino all'agosto 2018, lo giuro! – ha attaccato Gianni Casella (il cui atteggiamento di buon senso sulla vicenda evidentemente non ha compreso) è la cartina tornasole di un nervosismo che presta il fianco al sospetto di un malcelato senso di inadeguatezza al compito. Casella non gli ha risposto per le rime: si è incazzato proprio, il che è diverso.

La cocciutaggine di Naglieri, che pur di tentare di dare una colpa qualsiasi a Francesco Spina solo perché è Francesco Spina ha rischiato di innescare una situazione davvero spiacevole, rende l'idea della scarsa dimestichezza di taluni con l'istituzione del consiglio comunale, i suoi meccanismi e una certa prassi nei rapporti interpersonali. Pretendere che non aver notificato un atto di convocazione nei modi e nei tempi previsti dalle regole sia meno grave se fatto nei confronti di uno «che ci sta sul cazzo» significa abbassare il livello della tolleranza sottozero. E che tutto ciò sia accaduto nonostante Angarano avesse chiesto di fare l'esatto contrario (cioè accettare il rinvio) pochi minuti prima e sia persino proseguito a riunione conclusa finanche all'esterno dell'auditorium Santa Croce, lascia sconcertati e apre interrogativi sull'effettiva presa carismatica del sindaco rispetto ai suoi. Se a rivolgersi in quel modo verso il presidente del consiglio fosse stato l'assessore di una giunta guidata da Francesco Spina, il Gianni Naglieri combattivo dei bei tempi nel Pd (!) avrebbe già scritto e inviato a mezzo mondo almeno dieci comunicati per chiederne le dimissioni.

Giusto per non farci mancare nulla, sabato 24, nel corso dell'assemblea provinciale del Partito Democratico, il sempre brillante Francesco Boccia ha ricordato, con tempismo scientifico, la necessità di chiarire, prima delle elezioni europee (ripeto: prima delle elezioni europee, cioè mo' proprio), quale atteggiamento dovessero tenere i dem nei confronti dell'amministrazione comunale di Bisceglie. Immediate le reazioni risentite di Francesco (che l'ha scritto) e Tonia Spina (che giustamente ha pensato: «Ma ce l'ha con me?») mentre a Silvestris, l'apparente destinatario in una logica di contrapposizione, quelle dichiarazioni non hanno fatto neppure il solletico. Perché conosce la politica solo chi sa fare di conto.

È una fase davvero strana del percorso politico-amministrativo. Sembra di rivedere la spassosissima scena dal barbiere di "Johnny Stecchino", con tutti i picciotti impegnati nel fare i versi degli animali dello zoo: una divertente caciara. A un certo punto uno di loro tira su il dito e fa: «Scusate… Si può sapere cu minchia era che facìa u tacchino?».
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