Llandundo, nel Galles. <span>Foto Pasquale Losapio</span>
Llandundo, nel Galles. Foto Pasquale Losapio
E guardo il mondo da un oblò

Tra il Tar e il tra

L'esempio di una piccola cittadina del Galles e quel "mi sta a cuore" che bisognerebbe recuperare

Miiiinchia!
Scusate il francesismo, ma ci sta tutto.

Mi trovo in una ridente zona costiera del Galles del nord con un gruppo di studenti.
Leggo quotidianamente post, notizie, commenti sull'attuale situazione socio-politica-amministrativa-sportiva-sanitaria della città di Bisceglie e mi emoziono, in negativo, confermando sempre più la bontà della mia scelta di andare a lavorare al nord.

E il Galles? Questo posto è avanti anni luce!
Llandundo, un quarto delle dimensioni di Bisceglie, mare paragonabile a quello di Molfetta (non me ne vogliano gli amici molfettesi):
1) l'intero lungomare è caratterizzato da hotel 4 stelle, guest house, b&b, caffè e ristoranti;
2) a due miglia dalla costa, in acqua, c'è un attrezzato parco eolico;
3) gli arredi urbani sono stati donati da liberi cittadini, in memoria di parenti e amici (come accadeva da noi per i banchi delle chiese), con annesse targhette.

Vi starete domandando: «E quindi? E Bisceglie?»
Immaginate voi se una qualsiasi amministrazione biscegliese proponesse di far finanziare l'acquisto degli arredi urbani ai cittadini, quale arringa mediatica potrebbe scatenarsi (senza la "giustificazione" del Tar e senza citare il leit motiv «Tra un po' vanno a casa» probabilmente tutto ciò si sta già verificando).

Immaginate, se una qualsivoglia amministrazione di Bisceglie proponesse un parco eolico fronte Teatro Mediterraneo, quale sorta di esercito ambientalista scenderebbe in campo.

E immaginate se, negli ultimi trenta anni, si fosse ben investito in turismo, ricettività, ristorazione... Non con dei semplici baracchini. La zona Trullo Verde è la più invidiata del territorio... o meglio lo era.

Eppure qui in Galles, dove c'è davvero il nulla rispetto a quello che abbiamo noi, guadagnano fior di soldi: non hanno cattedrali, borghi, né meraviglie di alcun tipo; solo qualche castello. Tra il Tar e il tra (tra poco vanno a casa, tra poco cambia tutto, tra poco possiamo spendere) dovremmo cominciare ad avere cura del bene comune come se fosse casa nostra, perché tra britannici e italiani passa una sottile differenza: I care, mi sta a cuore.
Qui i diversamente abili prendono gli autobus facilmente (da noi mancano i bus), le auto sono ben parcheggiate, i cittadini salutano le autorità, non buttano per strada i mozziconi delle sigarette, conferiscono i rifiuti con i mastelli fuori di casa, tutti hanno un cane ma non trovi un escremento per strada. Forse, anzi sicuramente, tra il Tar e il tra, dovremmo recuperare il mi sta a cuore con i fatti e non solo con le parole.
  • Tar
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